Tito Conti: l’eccellenza come missione

Il 21 novembre scorso, nella sala conferenze di Confindustria Canavese, sono stati commemorati la figura e il pensiero dell’ ing. Tito Conti, in Olivetti dal marzo del 1957 a fine 1991 con un importante percorso aziendale e successivo, che lo ha portato ad essere membro di istituzioni operanti nel campo della Qualità a livello mondiale e docente di università italiane ed estere. L’evento è stato patrocinato da Città di Ivrea, Confindustria Canavese, Archivio Storico Olivetti, Spille d’Oro Olivetti ed è stato inserito, su proposta dell’Archivio Storico Olivetti, nell’ambito delle manifestazioni della XXIV Settimana della Cultura d’Impresa. La commemorazione è stata anche occasione per celebrare la donazione all’Archivio Storico Olivetti, da parte della famiglia Conti, dell’importante biblioteca sulla Qualità di questo uomo di scienza, da annoverare fra i massimi esperti mondiali.
Conti, dall’assunzione nel 1957 è inserito in area ricerca fino al 1964, quando entra a far parte della Divisione Elettronica Olivetti a Pregnana, fino al passaggio di proprietà della Divisione alla General Electric nel 1965. Nel 1973 inizia il suo percorso nella Qualità, assumendo fino al 1977 la responsabilità dei Servizi Qualità della Ricerca e Sviluppo, diretta da Pier Giorgio Perotto.
Nel 1978 è responsabile della Qualità della Divisione Moduli Elettronici, dove vive quest’esperienza non come terza parte, ma impegnandosi nelle problematiche dei processi e dell’organizzazione aziendale e ricavando dall’interno un quadro di esperienze che poi lo hanno portato a sviluppare con determinazione i concetti di Qualità Totale in Olivetti. In quel periodo nascono le idee che avrebbero dovuto determinare un vero e proprio cambiamento culturale in Azienda.
Con la formazione del Gruppo Informatica Distribuita, è nominato responsabile della Funzione Qualità di Gruppo, (dal 1982 Direzione Qualità). È incaricato della realizzazione di una nuova unità dedicata alla progettazione e alla produzione di microchip specifici per il cliente (Application Specific Integrated Circuits). All’Assicurazione Qualità Componenti, già alle sue dipendenze, è aggregato un settore dell’unità di Cupertino (California) per la valutazione delle tecnologie emergenti e la collaborazione con i produttori della silicon valley.
Una Qualità quindi non filosofica e astratta ma con riferimenti solidi all’operatività, non burocratica ma sostanziale. Tito sentiva forte e urgente l’incalzare di cambiamenti che avrebbero richiesto una capacità di reazione culturale che il mondo occidentale stentava (e stenta tuttora) a mettere in campo.
Dall’incontro con Juran, uno dei massimi esperti in assoluto di Total Quality Management, nascono i Piani di Miglioramento Annuali di Settore, si attiva un piano di formazione diffusa all’intero personale, a tutti i livelli, per formare la mentalità ad operare per processi e la sensibilità al concetto di soddisfazione del cliente sia esterno che interno. Nel 1985 viene creato in Olivetti lo Steering Committee della Qualità aziendale e viene autorizzato il percorso verso l’Autovalutazione, primo passo per un approccio strategico al Miglioramento Continuo.
Nel 1988 viene avviata l’autovalutazione e autodiagnosi nelle Business Units OS&N e Office. Il risultato, nel 1990, non arriva a compimento. Era un periodo di grandi mutamenti in Olivetti, forse poco propizio per riflessioni così vaste, per cui non si arrivò a trarre decisioni dagli elementi elaborati.
Uscito da Olivetti, Tito diventa portatore verso il mondo esterno di una cultura basata sulla ricerca costante, sull’insoddisfazione per i risultati conseguiti e la spinta verso nuovi obiettivi. La sua determinazione e competenza gli valgono alti riconoscimenti e incarichi in Italia e nel mondo.
Pubblica libri sulla Qualità che diventano riferimenti anche all’estero tradotti in molte lingue e collabora con imprese e Amministrazioni Pubbliche. Introduce la Qualità in contesti nuovi come la Sanità, la Scuola, la Pubblica Amministrazione, dimostrandone l’esigenza come elemento indispensabile di competitività e di crescita civile. Tito è stato Presidente dell’Associazione Italiana della Qualità, Presidente di EOQ e dell’UNINFO, Presidente dell’International Academy for Quality, membro di EFQM e del Malcolm Baldrige American Award, socio di numerose istituzioni nazionali e internazionali della Qualità oltreché docente in alcune università italiane ed estere, membro del board della rivista Total Quality Management.
Era un leader e un educatore naturale, capace di trasferire non solo concetti ma soprattutto passione e interesse ai collaboratori e agli interlocutori di ogni provenienza. La Qualità era per lui una sorta di quadratura del cerchio, la leva potente per cambiare e cambiare bene, una cultura da costruire e sviluppare per migliorare imprese, istituzioni e società.
Gianfranco Ferlito